Il canto di Haïganouch
Il canto di Haïganouch

Il canto di Haïganouch

È il 1947 e al porto di Marsiglia una folla festante di armeni e militanti comunisti saluta il Rossia, l’imponente piroscafo russo che fa rotta verso una nuova Armenia in terra sovietica. Tra gli oltre tremila passeggeri c’è anche Agop, che ha salutato moglie e figli con la speranza che possano presto raggiungerlo per rifarsi una vita nell’amata patria. Dopo solo pochi giorni a bordo, però, diviene chiaro a tutti quello che Agop temeva sin dall’inizio: ad aspettarli alla fine del viaggio non c’è la terra promessa, ma l’inferno sovietico.
Nel frattempo, nel cuore della Russia, sulle rive del lago Bajkal, Haïganouch vive felice nella sua isba, con il marito e il figlio. Le manca la compagnia dei suoi amici poeti, ma continua a comporre versi e trova conforto nella musica di un pianoforte che ha imparato a suonare con straordinaria rapidità. Un giorno, però, la polizia politica fa irruzione nella sua vita e le porta via tutto, costringendola ad affrontare i tormenti della Storia.
Dai campi di lavoro di Erevan ai gulag di Jakutsk, le vite di Agop e Haïganouch si intrecceranno in modi misteriosi nel corso di un’odissea in cui speranza, coraggio e aiuto reciproco addolciranno le paure e le inquietudini più profonde. Riusciranno ancora una volta a sconfiggere i nemici della libertà, a fuggire e a ritrovare coloro che amano?
Un’appassionante saga familiare che è anche romanzo storico e romanzo d’avventura: dopo L’uccello blu di Erzerum, Ian Manook, autore della trilogia di Yeruldelgger, prosegue con grande trasporto il racconto della storia della sua famiglia attraverso il Novecento.

«Io diventerò armeno».
«Non lo sei già?».
«Lo sono di nascita, per caso, per congiunzione genetica. Adesso voglio diventarlo grazie a me stesso, imparare di nuovo a esserlo».
«E rinchiuderti nella tua cultura e nella tua comunità come qui gli armeni vengono rinchiusi nei campi?», lo provoca Nina.
«No, al contrario, voglio essere armeno in mezzo a quelli che non lo sono. In quello che faccio, in quello che compongo, in quello che canto. E se non avrò successo nella mia vita di artista, ne avrò in ogni pietra se sarò un muratore, in ogni cifra se sarò un contabile, in ogni cornetto se sarò un panettiere».

Dettagli libro

Sull'autore

Ian Manook

Giornalista, editore e romanziere pluripremiato e adorato dai lettori e dalla critica. Ha esordito con Yeruldelgger. Morte nella steppa, primo capitolo di una trilogia con lo stesso protagonista, al quale sono seguiti Yeruldelgger. Tempi selvaggi e Yeruldelgger. La morte nomade. Fazi Editore ha pubblicato anche i romanzi Mato Grosso, Heimaey, Askja, L’uccello blu di Erzerum e Aysuun. Figlia della steppa. Vive a Parigi.

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